Pecorino del Monte Poro
Materia prima: latte ovino, da razze miste. Alimentazione: pascolo estensivo naturale.
Tecnologia di lavorazione: la stessa del Pecorino di Crotone con poche varianti: nella zona del Monte Poro la cagliata, dopo la frantumazione, non viene più riscaldata e l'operazione di pressatura è fatta in modo più accurato e prolungato. Inoltre, dopo circa due o tre mesi, quando il formaggio è maturo, viene unto con olio e peperoncino detto localmente "pepe casareccio". Matura in due mesi circa, in ambiente fresco e buio. Resa 17-18%
Stagionatura: da sei mesi, fino ad oltre l'anno circa, in ambiente fresco a temperatura costante.
Caratteristiche del prodotto finito: peso: Kg 6-7; forma: rotonda, facce piane; crosta: dura, rugosa, di colore giallo oro tendente al rossiccio; pasta compatta, con rare occhiature: intenso, pieno, fortemente aromatizzato.
Area di produzione: Monte Poro nei comuni di: Ricadi, Spilinga, Drapia, Zaccanopoli, Rombiolo, Limbadi (CZ).
Calendario di produzione: da settembre a giugno.
Note: man mano che si scende verso il Sud d'Italia, l'operazione di spurgatura della cagliata diventa molto importante e impegna gli operatori più di ogni altra cosa. Infatti, il momento scelto, la manualità richiesta per favorirla, possono, nel sud più che altrove, influenzare nel bene e nel male il risultato finale. I pascoli del Monte Poro e della Serra S. Bruno sono ricchi di molte essenze erbacee, e tra queste molte sono odorose. I formaggi prodotti in questa zona vengono venduti ai turisti della costa. I migliori Pecorini sono quelli fatti nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile.
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