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Mostarda di Cremona (I versione)
Materia prima: mele, pere, ciliege, fichi non troppo maturi, zucca, buccia d'arancia, zucchero.
Tecnologia di lavorazione: si cuoce separatamente ogni tipo di frutta in un po' di acqua e zucchero, badando bene che la frutta rimanga integra e piuttosto tendente al sodo. Terminata la cottura di tutta la frutta si riuniscono i vari sciroppi nei quali è stata cotta la frutta, aggiungendo altro zucchero. Quando si è ottenuto uno sciroppo abbastanza denso si aggiunge la senape precedentemente sciolta in un po' d'acqua e si lascia cuocere la salsa fino a completa evaporazione dell'acqua. Si pone la frutta in un recipiente ricoprendola con lo sciroppo. Si conserva al buio in luogo fresco e asciutto.
Maturazione: qualche giorno.
Area di produzione: Cremona.
Calendario di produzione: estate-autunno.
Note: questa mostarda viene fatta a livello familiare in tutto il Cremonese ed è il prototitpo arcaico dell'attuale mostarda di Cremona che, nel semplificare la tecnologia, sostituisce la frutta, cotta in sciroppo zuccherino, con la frutta candita e inserisce altre varietà come albicocche, pesche, mandarini e ananas. Un tempo al posto dello sciroppo si usava il mosto cotto.
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