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BISCOTTI GIOLITTI
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: I “Biscotti Giolitti”, classici pasticcini da offrire con il the, presentano una forma rotonda ed una pezzatura di 8-12 grammi. La loro preparazione consiste nell’aggiungere alla farina (600 grammi), un’uguale quantità di zucchero e di mandorle macinate (400 g circa), la margarina, il burro, quindi miscelare il tutto nell’impastatrice aggiungendo per ultimo rhum, marsala e pepe. Ottenuto un impasto di buona consistenza, si passa la pasta alla sfogliatrice (spess. 4 mm), si posa sugli stampi inseriti nelle teglie e si formano i biscotti. La cottura avviene in forno termo ventilato a circa 180 gradi per 15 minuti. Si attende un leggero raffreddamento e si passa al confezionamento.
ZONA DI PRODUZIONE: I Biscotti Giolitti vengono prodotti nella città di Dronero (Cuneo).
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I materiali e le attrezzature (forno ventilato, planetaria, stampi, sfogliatrice) sono aderenti con l’attuale legislazione in materia igienico-sanitaria. L’imballaggio dei Biscotti Giolitti è eseguito con sacchetti per alimenti i quali vengono termosaldati per conservare e mantenere la freschezza del prodotto. Successivamente i sacchetti vengono inseriti in scatole di cartoncino aventi una piccola finestrella.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove avvengono la produzione e il confezionamento del prodotto sono in linea con le nuove normative riguardanti il settore alimentare.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La confetteria di Giuseppe Galletti, pasticcere inventore dei famosi Droneresi al rhum nella seconda metà del ‘800, era frequentata dalla buona società locale che contava nomi importanti a livello nazionale ed internazionale. Personalità di spicco nella politica e nell’imprenditoria, entravano nella bottega per gustare la buona pasticceria o per sorseggiare il the o una profumata cioccolata calda nell’accogliente saletta usata anche dai pittori per le loro mostre. Il maestro pasticcere era sottoscrittore da tempo dei banchetti giolittiani e fu in occasione di uno di questi (all’incirca nel 1882) che intitolò al suo amico i Biscotti Giolitti. Fu subito un successo, ed è così che il buon Galletti iniziò a far “viaggiare” i Biscotti Giolitti da Dronero a Cavour dove Giolitti abitualmente risiedeva con la famiglia, e di qui fino a Roma, omaggio ai soldati. I Biscotti Giolitti andarono ad aggiungersi alle numerose invenzioni del maestro Galletti, coprendo così le pareti del negozio con diplomi e benemerenze. I “Biscotti Giolitti” hanno mantenuto le caratteristiche di un tempo: il classico pasticcino da the, dal colore dorato caratterizzato dalla friabilità.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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