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Piedmont - Miele - Millefiori
MIELI DEL PIEMONTE

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E
COSTANTI:
Il miele, secondo la norma internazionale emanata dalla Commissione del Codex Alimentarius F.A.O/O.M.S., nel 1998, è “il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano e combinano con sostanze specifiche proprie e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.
La metodica di lavorazione consolidata nel tempo prevede le seguenti operazioni:
· disopercolatura dei favi;
· estrazione per centrifugazione;
· filtrazione;
· decantazione;
· invasettamento.
Tale metodica è sostanzialmente la stessa fin da quando in apicoltura venne adottato il favo mobile (secolo scorso) e fu resa possibile l’estrazione del miele senza ricorrere all’apicidio.
La produzione di miele avviene in quasi tutto il Piemonte e risulta diversificata per le svariate situazioni altimetriche presenti ed una flora altrettanto variabile.
Tra i tipi di miele prodotti in Piemonte possono essere ricordati, per le loro elevate caratteristiche qualitative, varietà monoflorali come:

I. il miele di acacia: è il più importante della nostra regione, sia in termini economici che di notorietà; è un miele chiaro e fluido; esso viene prodotto soprattutto nella fascia collinare del Monferrato astigiano ed alessandrino, ma anche da alcuni apicoltori delle province di Novara e Vercelli;

II. il miele di tiglio: viene prodotto in alcune zone del Piemonte, soprattutto nel Novarese (dalla Val d’Ossola proviene la maggior parte della produzione), in Val Pellice e nelle Valli di Lanzo.
E’ un miele cristallizzato con un gradevole aroma;

III. il miele di castagno: è di colore scuro, aromatico e profumato e tende a non cristallizzare. Esso viene prodotto in tutta la fascia pedemontana del Piemonte;
IV. il miele di tarassaco: ha un colore intenso, l’aroma molto marcato e caratteristico e si presenta sempre cristallizzato;

V. il miele di rododendro: è di colore molto chiaro, presenta un aroma assai delicato ed ha una consistenza burrosa,
e, varietà multiflorali

VI. millefiori di alta montagna: è di colore chiaro, cristallizza finemente ed ha delle ottime caratteristiche aromatiche.
Anche se il miele di castagno e quello di millefiori non sono i mieli più consumati, visto il loro particolare ed intenso sapore, con gli anni, sono diventati dei prodotti di nicchia, molto ricercati, soprattutto, per le loro proprietà curative – naturali.
Le segnalazioni pervenute permettono di evidenziare l’elevato livello qualitativo di alcuni mieli piemontesi provenienti da zone particolarmente vocate. Possono essere segnalati i seguenti prodotti:

I. Miele di Pragelato: si tratta di un miele millefiori di montagna. La caratteristica principale è quella di essere raccolto durante la piena fioritura del rododendro che conferisce al prodotto un profumo particolare;

II. Miele della Val Grana (CN): si tratta di mieli monoflorali di Tarassaco, di Robinia e di Castagno, oltre al millefiori, di elevate caratteristiche organolettiche sensoriali;

III.Mieli delle Valli di Lanzo: la produzione di Miele nelle Valli di Lanzo risulta diversificata a causa delle svariate situazioni altimetriche e della flora altrettanto variabile. La parte preponderante è costituita dal miele di castagno, seguito dal millefiori di montagna, dal miele di tiglio, di acacia e di rododendro. A causa delle numerose varietà prodotte, la caratterizzazione dei mieli è diventata una necessità. A questo proposito, l’Associazione produttori miele Piemonte (Aspromiele), a seguito della normativa che regolamenta l’apicoltura (Legge Regionale 20/98), ha predisposto e presentato un progetto triennale mirato per le Valli di Lanzo ove si intende promuovere il prodotto locale tramite l’individuazione della zona di produzione, del numero di produttori e di apiari dislocati nei vari comuni, l’attività di monitoraggio ambientale (l’ape come bioindicatore), la caratterizzazione del prodotto tramite prelievi di campione e analisi pollinica dei mieli, profilo tipo dei mieli in funzione delle zone di produzione,
ecc. e la delimitazione della zona di produzione;

IV. Miele Ossolano: si tratta di miele di tiglio di castagno, di rododendro e di acacia di ottima qualità; l’Associazione Produttori Apistici “Vallata Ossolana” ha proposto il marchio “Miele Ossolano” per promuovere il prodotto locale;

V. Miele Biellese: per quanto riguarda la provincia di Biella, la produzione di miele riguarda tutti gli areali (pianura, collina e montagna); da segnalare i mieli di ottima qualità di castagno e di acacia della Valle Cervo;

VI. Miele della Val Sangone: da segnalare il miele di castagno, dal gusto amarognolo ma molto aromatico ed il miele millefiori di montagna, dal gusto lievemente aromatico ed assolutamente non inquinato essendo raccolto nei boschi e nei prati non coltivati della valle; entrambi di elevato livello qualitativo.

ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione coincide con quasi l’intero territorio della Regione Piemonte.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA
PRESENTE SCHEDA: I materiali e le attrezzature utilizzati per la preparazione e l’imballaggio del miele sono:
· forchetta e coltello per la disopercolatura dei favi;
· centrifughe (a mano o a motore) per l’estrazione del miele;
· contenitori in acciaio inox per la decantazione e lo stivaggio del prodotto;
· contenitori di vetro, a chiusura ermetica, per il confezionamento e la commercializzazione del miele.
Nel tempo, si sono solamente modificati i materiali e le attrezzature a contatto con il miele in modo da favorirne una maggiore igienicità: le centrifughe per l’estrazione ed i contenitori dove avviene la decantazione, inizialmente in banda stagnata, sono ora in acciaio inox; i vasetti che contengono il prodotto pronto alla vendita sono di vetro, invece che di latta, o di cartone paraffinato.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: Il prodotto viene conservato in locali asciutti, per evitare che il miele, igroscopico, assorba umidità e vada incontro a fermentazioni, e privi di luce. I locali di lavorazione, conservazione
e stagionatura sono realizzati secondo le vigente normativa igienico-sanitaria.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI
VENTICINQUE ANNI: La tradizionalità della produzione di mieli della Regione Piemonte è dimostrata da vecchi libri di
apicoltura che attestano che la metodica di lavorazione è rimasta invariata nel tempo.

Bibliografia:
· G. Canestrini, V. Asprea, O. Marinelli, Apicoltura, 1945, Ulrico Hoepli Ed.
· A. De Rauschenfela, L’ape e la sua coltivazione, 1927, Ulrico Hoepli Ed.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

 

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