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CARDO AVORIO DI ISOLA D’ASTI
CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il “Cardo Avorio di Isola d’Asti” raggiunge un’altezza di circa 100-120 cm, sensibilmente superiore a quella delle cultivar comunemente diffuse e ne costituisce un carattere distintivo. Le foglie presentano il lembo fogliare tendenzialmente frastagliato, di colore verde grigiastro. La semina si effettua in primavera (da metà maggio in poi), in pieno campo, con seminatrice pneumatica (distanze 90x25 cm) in modo scalare per ottenere il prodotto pronto alla vendita per un lungo periodo. Ad un mese dalla semina, si provvede al diradamento. Il seme viene prodotto dagli agricoltori che provvedono alla coltivazione, in ambiente isolato, delle piante selezionate (caratterizzate da foglie con nervature centrali molto grandi). Queste vengono mantenute in produzione per 10 – 15 anni. La raccolta viene effettuata a fine luglio – inizio agosto, asportando manualmente i capolini. Ad essa segue la trebbiatura delle infruttescenze per l’estrazione e separazione del seme. Durante il ciclo colturale, che ha una durata di circa 5 mesi; si può irrigare in caso di necessità per aspersione o per infiltrazione laterale da solchi, tenendo presente che il cardo è una coltura molto rustica dotata di un ottimo apparato radicale. Il controllo delle erbe infestanti può essere effettuato in pre-semina ricorrendo alla tecnica della falsa semina; in post-emergenza le operazioni meccaniche richieste dalla coltura, quali il diradamento e le sarchiature, sono sufficienti a contenere le erbe infestanti. In ogni caso, dopo un mese dalla semina, per il forte sviluppo vegetativo del cardo, le infestanti eventualmente presenti vengono “soffocate”. Eventualmente, si può far ricorso ad erbicidi registrati adatti alla coltura. Il cardo Avorio non necessita, normalmente, di antiparassitari chimici. Solo in caso di eccezionali calamità, si ricorre all’uso di tali prodotti per la difesa della coltura, privilegiando i formulati commerciali a bassa tossicità. La raccolta, il cui inizio parte dalla prima decade di ottobre, si effettua estirpando manualmente la pianta ed eliminando la parte terminale dei lembi fogliari. Si ottengono, così, dei fasci di coste lunghe ca. 50 cm, dalla consistenza erbacea. Il colore, qualora non venga adottata la tecnica di imbiancatura, è verde giallognolo oppure giallognolo, dopo copertura della parte prossimale della pianta. Il prodotto (raccolto senza forzatura) viene collocato in larga misura sul mercato di Milano ed in particolare è destinato alla grande distribuzione o all’esportazione. Parte del prodotto “imbianchito” trova altresì collocazione sul mercato regionale.
ZONA DI PRODUZIONE: L’areale di produzione del cardo avorio comprende il Comune di Isola d’Asti e la frazione Motta di Costigliole.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Dopo la raccolta, occorre effettuare una cernita del prodotto, eliminando i cardi danneggiati o affetti da marciumi. Vanno, inoltre, adottati tutti gli accorgimenti utili a preservare l’integrità e l’igiene del prodotto. Il confezionamento viene effettuato esclusivamente utilizzando cassette di legno o di plastica.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: La cernita avviene direttamente in campo mentre la pulitura o l’eventuale lavaggio avviene in magazzini che sono in regola con le attuali normative igienico sanitarie
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Negli orti della piana alluvionale del Tanaro, in particolare nella zona di Motta di Costigliole e Isola d’Asti, il cardo è stato coltivato con successo dall’inizio del secolo. Al riguardo si è trovata documentazione relativa a un “concorso a premi per la razionale coltivazione degli orti nel circondario di Asti” del 1914, bandito per iniziativa della Società Orticola Astigiana in cui viene evidenziata la produzione di cardi da parte di numerosi agricoltori della zona.
Bibliografia: · R. Bordone, Lo storico G.S. De Canis e la Dissertazione statistica della Provincia d’Asti, Edito a cura della Cassa di Risparmio di Asti, 1976. · A. Bellone, Cenni topografici statistici e storici su Costigliole d’Asti, 1930.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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