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FRAGOLE DELLE VALLI CUNEESI

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Le ampie vallate del cuneese hanno accompagnato, negli anni, il successo della fragola, frutto le cui altissime qualità erano note ed apprezzate fin dai tempi antichi.
Oltre ad avere un sapore squisito come pochi altri frutti, la fragola è notoriamente ricca di proprietà salutari. Note da sempre sono, infatti, le sue proprietà digestive, depuranti e rinfrescanti, favorite dalla presenza di sostanza quali il fosforo ed il potassio.
Gli alti livelli qualitativi delle “Fragole delle Valli Cuneesi” sono la diretta conseguenza di una felice combinazione di fattori naturali e di scelte attente dei coltivatori cuneesi. L’adozione della coltivazione esclusivamente “su suolo”, infatti, consente di sfruttare al meglio le caratteristiche del territorio di produzione, compreso in una fascia altimetrica che va dai 250 ai 1800 m s.l.m., dotato di un livello ideale di acidità naturale e di una buona presenza di elementi fertilizzanti. A ciò si aggiunge la scelta di utilizzare, per la concimazione di fondo, fertilizzante prevalentemente organico (letame bovino) e la diffusa attuazione della difesa integrata come mezzo di lotta agli agenti patogeni infestanti. L’utilizzo di queste tecniche consente, pertanto, di mantenere intatte le caratteristiche qualitative del frutto, esaltandone l’aroma, la consistenza e la tenuta nelle fasi post-raccolta.
Il periodo di raccolta inizia dalla seconda metà di aprile per le colture forzate in serra negli areali di pianura sino a fine ottobre per le produzioni ottenute da tipologie rifiorenti.
La concimazione di fondo dei terreni destinati a queste coltivazioni prevede l’utilizzo di materiale organico (letame bovino maturo); può essere effettuato il ricorso ad elementi chimici per integrare gli apporti dei fertilizzanti in relazione sia all’andamento climatico che al carico produttivo delle piante.
La pacciamatura è effettuata allo scopo di mantenere pulito il frutto e preservarlo da agenti patogeni.
Per la fragola è prevista l’adozione di tecniche di pacciamatura del suolo volte a contenere la diffusione di erbe infestanti mediante impiego di appostiti film di polietilene nero disposti lungo la fila al momento della preparazione del suolo.
Per poter essere adatta alla commercializzazione, le fragole devono essere integre, senza lesioni e/o ammaccature; provviste di calice e di un corto peduncolo verde non appassito; devono essere sane (assenza di frutti affetti da marciumi e/o alterazioni); pulite (prive di terra o di qualsiasi impurità);
prive di umidità esterna anormale; prive di odore o di sapori estranei. Devono presentare un giusto grado di maturazione e di sviluppo ossia devono essere in possesso delle caratteristiche organolettiche tipiche della varietà. Devono, inoltre, presentare residui di antiparassitari minimi e comunque in linea con i criteri dell’agricoltura integrata.
Per le “Fragole delle Valli Cuneesi” è stata presentata istanza di riconoscimento dell’attestazione comunitaria IGP da parte dell’Organizzazione Produttori Ortofrutticoli ASPROFRUT.
La comunicazione di tale richiesta è stata fatta sul bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, n° 20 del 17 maggio 2000, con la pubblicazione del relativo disciplinare di produzione proposto.

ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione comprende tutti i comuni della Provincia di Cuneo.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La commercializzazione della fragola,ai fini dell’immissione sul mercato, deve essere effettuata utilizzando le seguenti confezioni:
· cassetta in cartone e/o legno o altri prodotti ecocompatibili 30cmX40cm e/o sottomultipli (20X30);
· cestelli in plastica e/o cartone contenenti 100-150 e/o 250 grammi di frutti (è richiesta una omogeneità di peso e di pezzatura dei cestelli all’interno della confezione; la pezzatura deve essere regolare e riconducibile alla specifica cultivar di riferimento).

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali dove viene effettuato il confezionamento sono a norma con le disposizioni di legge.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La coltivazione della fragola iniziò a Peveragno, nell’immediato dopoguerra, quando un contadino emigrato in Francia per ragioni di lavoro, tornò alla sua terra natia portando con sé alcune piantine di fragole che iniziò a coltivare nel campo di fronte alla propria casa.
Le ampie vallate cuneesi hanno accompagnato, negli anni, il successo della fragola, frutto le cui altissime qualità e proprietà erano note fin dai tempi antichi. L’importanza del prodotto nell’economia e nella tradizione cuneese, testimoniata anche dalla popolare Sagra ad essa dedicata, si è via via accresciuta nel corso degli anni, migliorando profondamente il livello del tenore di vita di moltissimi paesi della provincia. Negli anni, è stata, inoltre, incessante la sperimentazione degli agricoltori cuneesi alla ricerca di tecniche colturali e di nuove varietà che consentissero di coniugare il rispetto della tradizione con la richiesta di alta qualità dei prodotti di un mercato sempre più esigente.
Il successo di questo prodotto, negli anni ’60, era tale da attirare nella zona numerosi operatori commerciali di altre zone, tanto da rendere presto necessario lo spostamento del mercato di Peveragno al campo sportivo.
Già allora, infatti, furgoni frigoriferi con targhe di paesi di mezza Europa, percorrevano le strade del cuneese, parcheggiavano nei mercati e mentre gli autisti aspettavano di caricare i profumati frutti, scambiavano quattro chiacchiere con i contadini che con i loro carretti avevano trasportato le fragole dai campi al mercato.
Nel propagandare questo frutto ebbero grande merito i sindaci di allora, i quali si fecero promotori di una serie di iniziative volte a rendere ancora più popolare il rosso frutto.Tra queste, spicca la “Sagra della fragola” con cui, fin dagli anni Sessanta, si celebra la maturazione e la prima raccolta dei frutti.

Bibliografia:
· Prof. D. Giambattista Botteri (a cura di) Memorie storiche e statuti antichi di Chiusa di Pesio, Torino, 1892;
· Gino Giordanengo, Il paese delle fragole, da Cuneo “Provincia grada”, agosto 1974;
· Rendiconto della Cooperativa Agricola Peveragnese sulla “Gestione raccolta e vendita comunitaria Fragole e Lamponi” per l’anno 1969;
· “Pieno successo della Sagra della Fragola e del Lampone”, articolo da “La Guida”, 23 giugno 1972;
· “Le Fragole di Peveragno esportate in mezza Europa”, articolo da “Gazzetta del Popolo” del 12/6/1973

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

 

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