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Trentino - Frutta e Conserve - Confetture
Marmellata di ribes, o Conserva de ùa spinèla

ZONA DI PRODUZIONE: Tutto il territorio provinciale

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: Marmellata di ribes dal sapore amarognolo.

METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA: In un tegame si mettono a cuocere a fuoco basso, con poca acqua, le bacche mature di ribes finché perdono di consistenza. Si passa quindi al setaccio di crine fine e si aggiungono 500 grammi di zucchero per ogni Kg di bacche.
Si rimette al fuoco e si lascia cuocere fino a che lo zucchero è completamente sciolto ed il composto non raggiunge la giusta consistenza. Si versa calda in vasetti di vetro e si lascia raffreddare. Successivamente i vasi vengono chiusi e sterilizzati in acqua bollente. Si conserva in luogo fresco e scuro nei vasi di vetro anche per un paio di anni, anche se è preferibile consumarla entro l'annata. Una volta aperto il barattolo, può essere conservata in frigorifero a 4-5 °C per non più di 15-20 giorni.

MATERIE PRIME E ATTREZZATURE UTILIZZATE PER LA PREPARAZIONE: Ingredienti per circa 1000 gr di prodotto finito:
1000 gr di bacche di uva spina, 500 gr di zucchero. Attrezzature: tegami in acciaio, setaccio, minuteria da cucina e vasi in vetro.

FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: La marmellata di ribes veniva prodotta in Trentino già nel XVI secolo. A quei tempi il ribes veniva chiamato "uva di San Giovanni" perché maturava proprio per tale festività, nel mese di giugno. Nel libro di A. Bertoluzza "de coquina" viene riportato integralmente il testo di una ricetta dell'epoca; le metodologie indicate risultano molto simili alle attuali, mentre sembra interessante sottolineare come l'autore della ricetta, scandisse i tempi di cottura sulla base di alcune preghiere molto note, perché non esistevano i moderni orologi. CorradoTrotter in "Vita primierotta … (1979)", ricorda come le donne che riuscivano a risparmiare qualche soldo per comprare lo zucchero, approfittavano per preparare marmellate di prugne, giàsene, lamponi, more, ua spinèla, che riponevano nella dispensa. D'inverno veniva data per merenda ai ragazzi, spalmata sul pane. Il caratteristico sapore amarognolo con una venatura acidu
la si rivelò però adatto ad accompagnare le carni arrostite e in modo particolare la selvaggina.
*In molte zone del Trentino, fra cui il Primiero, con il termine di uso comune "conserva" (in uso già dal XVI secolo) viene di frequente inteso il termine tecnico "marmellata".


Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento

 

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