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Aglio bianco di Vessalico
zona di produzione: Il territorio del comune di Vessalico e limitrofi, Alta Valle Arroscia
curiosità: La leggenda vuole che l'aglio nacque dall'impronta lasciata dal diavolo mentre abbandonava l'Eden. Coltivato da sempre, resta quasi impossibile ricostruirne la storia anche se testi cinesi e sanscriti ne fanno presupporre un origine asiatica. Nelle tombe egizie sono state rinvenute teste d'aglio che quotidianamente venivano distribuite agli operai. Disprezzato dai Greci, era, al contrario, presente sulla tavola dei Romani. In epoca Medioevale, noto come "cipolla del nobile" era usato sia in campo medicinale che magico. I terreni della Valle Arroscia, tradizionalmente vocati, sono asciutti, ben drenati, e tendenzialmente calcarei.
caratteristiche: Le cultivar di aglio fanno capo a due tipi principali, aglio bianco comune e aglio rosa o precoce, anche se numerose sono le denominazioni locali per le quali manca una sufficiente caratterizzazione. L'aglio di Vessalico dell'Alta Valle Arroscia (IM) è del tipo bianco; il bulbo (testa) si presenta di medie-grosse dimensioni, di forma regolare e compatto, con circa 6-8 bulbetti (spicchi).
preparazione: L'aglio di Vessalico presenta un ciclo tardivo. L'impianto viene tradizionalmente eseguito durante l'autunno o l'inverno. Pos-se-dendo elevate caratteristiche di rusticità, ha un'ottima adattabilità all'ambiente tradizionale di coltivazione. Si moltiplica per via vegetativa e i bulbilli si tramandano a livello familiare. Viene commercializzato fresco e confezionato in reste, di al massimo 20-25 teste, mantenendo le foglie della pianta che vengono intrecciate in modo molto originale. Ha caratteristica di buona conservabilità. Il mercato è locale: quasi tutta la produzione viene commercializzata durante la fiera annuale, che si svolge a Vessalico in luglio, e presso la ristorazione locale.
ricetta: Agliata [aggiàa] Con l'aglio in zona si prepara l'aggiàa, una salsa a base di aglio. Igredienti: aglio (preferibilmente di Vessalico), aceto, mollica di pane, vino bianco secco, sale. Mettere nel mortaio l'aglio e la mollica di pane e pestare. Regolare di sale e diluire con aceto e vino. Il composto viene fatto bollire per pochissimi minuti, prima di condire. Nelle valli del ponente ligure, patria del raro aglio di Vessalico, l'agliata sente l'influenza gastronomica della Francia e quindi unisce agli ingredienti soliti i tuorli delle uova sode creando una locale "rouille", che viene spalmata su crostini caldi di pane casereccio (di Triora - vedi scheda).
Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005
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