Brusti, o Baldonazzi
ZONA DI PRODUZIONE: tutto il territorio provinciale
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: Insaccato in budella di vario calibro, di colore marrone, di consistenza morbida, cremosa e con un gradevolissimo profumo di spezie, da consumarsi crudo, o cotto alla brace.
METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA: Il brusto e/o baldonazzo viene fatto con sangue di solo suino, o anche miscelato con quello di vitello, latte in quantità variabile (l’importante è che almeno un terzo del prodotto finito sia sangue), farina bianca, sale e spezie varie, tra cui la santoreggia risulta indispensabile.Si fa bollire un macinato di cipolle, porri e strutto, fintanto che si raggiunge una consistenza liquida. Si versa quindi il tutto nel sangue ben filtrato, con l’aggiunta del latte, della farina bianca, del sale e delle spezie e si fa riscaldare.Il prodotto viene insaccato ancora liquido in budella naturali e legato, formando dei piccoli salsicciotti. Successivamente viene immerso in acqua bollente per circa trenta minuti, si leva e si fa raffreddare, ottenendo così un prodotto rappreso.Al termine di tali operazioni è pronto per il consumo.
MATERIE PRIME E ATTREZZATURE UTILIZZATE PER LA PREPARAZIONE: Ingredienti: sangue di suino, sangue di vitello, latte, farina bianca, sale, pepe, spezie (importante la santoreggia), cipolle, porri, strutto.Attrezzatura: quella di una normale macelleria con in più una piccola caldaia per la cottura, budella naturali e spago alimentare.
FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: Il brusto e/o baldonazzo è menzionato nella storia della cucina trentina già nel secolo XVIII, dove era chiamato anche migliaccio.Alle origini, veniva realizzato in casa, si presentava a forma di torta ed era servito a fette. Una macelleria di Mezzolombardo, riferendosi alla tradizione, lo produce dal 1963.
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento
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