Mortandela
ZONA DI PRODUZIONE: Alta e Bassa Valsugana
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: Polpetta di carne di suino piuttosto grassa.
METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA: Alla carne di suino, con una piccola percentuale di sottogola o guanciale, lingua e fegato, macinata con un tritacarne provvisto di piastra con fori del diametro di 5 o 6 mm, si aggiungono sale, pepe, spezie miste e vino rosso o bianco in misura variabile, amalgamando a mano.Dopo averlo ben lavato, si stende il retino di suino su un tagliere e vi si appoggiano le polpette di impasto a mo’ di scacchiera. Tagliato il retino a fazzoletti, si incartano le polpette chiudendo bene il tutto.Le polpette vengono quindi poste su dei lunghi vassoi di legno, precedentemente cosparsi di farina gialla di media grossezza, per un periodo di conservazione in cella frigorifera a una temperatura variabile da 1 a 5 °C.
MATERIE PRIME E ATTREZZATURE UTILIZZATE PER LA PREPARAZIONE: Ingredienti: carne, sottogola o guanciale, lingua e fegato di suino, sale, pepe, spezie miste, vino rosso o bianco in misura variabile, farina gialla di media grossezza.Attrezzature: tritacarne, tagliere, retino di suino.
FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: Tale metodo di conservazione della carne suina è radicato fin dai primi anni del 1800 nelle nostre realtà locali.Gli ingredienti utilizzati e la preparazione del prodotto, che non deve essere confuso con la mortadella, tipico insaccato emiliano, ne fanno una vera e propria leccornia.
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento
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