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Mais nostrano di Storo
ZONA DI PRODUZIONE: Basso Chiese
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: Granoturco per la produzione esclusiva di farina da polenta, originario del Basso Chiese.
METODICHE DI COLTIVAZIONE: La coltivazione del granoturco nostrano è realizzata favorevolmente in piccoli appezzamenti da coltivatori part-time.Tale produzione è regolata da un apposito disciplinare, attraverso il quale vengono stabilite le tecniche di coltivazione e di trasformazione, in modo da ottenere un prodotto tipico e di qualità.
SISTEMI DI COLTIVAZIONE E LAVORAZIONE: Nella semina devono essere impiegate esclusivamente le varietà locali. Data l'esigua dimensione degli appezzamenti, la semina viene tutt'og-gi eseguita manualmente. L'investimento ottimale è di circa 6 piante a mq. Prima della preparazione del letto di semina, viene consigliata la somministrazione di letame maturo in ragione di circa 400-500 q/ha. Le operazioni di raccolta in genere vengono svolte in modo manuale. È bene che la raccolta inizi quando la granella ha raggiunto un'umidità inferiore al 27-28%. L'essiccazione potrà essere effettuata preferibilmente con aria calda e nella successiva conservazione sono vietati i prodotti antitarmici. La sgranatura viene eseguita quando le cariossidi hanno raggiunto un'umidità del 12-13%. La resa alla macinatura del mais da polenta è circa dell'80%. Per quanto riguarda altre cure colturali, esiste un apposito disciplinare di produzione.
Come fare una buona polenta Porre a scaldare l'acqua in un paiolo di rame, salandola. Si considera indicativo utilizzare un peso di farina pari ad un terzo del peso d'acqua: seicento grammi di farina (possibilmente a grana piuttosto grossa e d'ottima qualità, come quella di Storo) per due litri d'acqua e quindici grammi di sale grosso. Quando l'acqua bolle versare la farina a spaglio, mescolando bene, al fine di evitare il formarsi di grumi, fino a che l'impasto risulta abbastanza denso. Cuocere rimestando frequentemente con la "canaṛla", il classico bastone di legno, girando di continuo, lentamente, in senso orario, portando l'impasto dal basso verso l'alto, almeno per una quarantina di minuti. Servire in tavola, fumante, sul caratteristico "tabièl" (tagliere di legno a forma circolare).
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento
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