Suino di Razza Mora o Mora Romagnola
Territorio interessato alla produzione: Province di Ravenna, Forli-Cesena, Rimini (con esclusione della fascia costiera): parte di quella di Bologna (zone collinari), parte di quella di Pesaro-Urbino e parte di quella di Firenze (versante romagnolo dell’Appennino tosco-romagnolo).
Descrizione sintetica del prodotto: La denominazione è riservata alle carcasse suine ed ai prodotti derivati ottenuti da suini, maschi e femmine della razza “Mora Romagnola” iscritti al registro anagrafico dei tipi genetici autoctoni le cui caratteristiche morfologiche sono ben codificate.
Lavorazione, conservazione e stagionatura: Le carcasse devono provenire da animali nati, allevati, ingrassati e macellati nei territori specificati. Il peso minimo di macellazione non dev’essere inferiore agli ottanta chilogrammi e l’età minima non inferiore ai tredici mesi. I principali tagli di carne fresca ottenuti dal primo sezionamento successivo alla macellazione sono: mezzena, coppa (con osso), lombo, filetto, coscia disossata, guancia o guanciale, lardo, spalla, pancetta, gola e trito. Viene ulteriormente e di conseguenza riservata la denominazione specifica agli elaborati derivati, che possono essere riassunti in insaccati, salati, cotti.
Storia accertata: La “Mora Romagnola” fu così ufficialmente chiamata durante un convegno di zootecnici a Faenza nel 1942. Ha popolato tutto il versante nord dell’Appennino delle province di Ravenna e Forlì fino agli anni ‘50, dove se ne contavano circa 22.000 esemplari. Questi animali erano e sono dotati di notevole rusticità e frugalità, trattandosi di suini pascolatori spesso allevati allo stato semibrado, soprattutto in collina in boschi e ghiandaie e comunque, adattati ad utilizzare le fonti alimentari più diverse. L’importanza economica della Mora in quel periodo era molto elevata, essendo l’unica allevata in Romagna. Dalla fine del secolo scorso sino agli anni ‘50, la Mora è stata un importante produttrice di suinetti da destinare all’ingrasso, grazie ai riusciti incroci industriali con verri di origine inglese riconducibili alla razza Middle White e specialmente nella zona di Faenza, con verri di questo tipo appartenenti ai ceppi San Lazzaro e Bastianella (dal nome delle tenute agricole in cui venivano allevati).
Bibliografia: “I suini di Faenza”, di Giulio Tonini, in “Italia Agricola “n°5, maggio 1949. “La razza suina Mora e i suoi derivati di incroci”, di Giulio Tonini, pubblicato da Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Ravenna, Faenza 1953. “I suini di razza Romagnola”, Rivista di Zootecnia, Milano, gennaio 1949. “I suini di razza Mora e delle razzette S. Lazzaro e Bastianella del Circondario di Faenza e la produzione dei Fumati Romagnoli”, di Umberto Neri, Faenza, 1955.
Fonte: http://www.ermesagricoltura.it/wcm/ermesagricoltura/rivista/2005/ottobre/ra0510113s.pdf
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