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Migliaccio di Romagna (Burlèngh, Sanguinaccio)
Zona di produzione: In tutto il territorio della provincia di Bologna.
Ingredienti: sangue di maiale disfatto, latte, saba oppure miele, pangrattato, burro, spezie, cioccolata, canditi misti, fichi secchi, mandorle (a piacere noci, uvetta e pinoli).
Tecniche di preparazione: Preparare una pasta frolla e metterla in uno stampo da crostata, quindi mescolare insieme tutti gli ingredienti e mettere a cuocere in forno. Quando è cotta tagliarla a rombi e spolverizzare di zucchero. Il prodotto va consumato entro due giorni dalla preparazione..
Cenni Storici e Geografici: Il Migliaccio di Romagna viene prodotto in famiglia durante il periodo della macellazione dei suini ad uso familiare (novembre – febbraio). La sua produzione è ancora oggi legata all’antica tradizione che prevede l’utilizzo di tutti i sottoprodotti della macellazione. La ricetta del Migliaccio si trova nel libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi (nato a Forlimpopoli il 4/8/1820 e morto a Firenze il 30/3/1911), ove l’autore descrive anche il contesto in cui il Migliaccio viene tradizionalmente prodotto. Il prodotto è altresì citato nel libro “Mangiari di Romagna”, la cui 1^ edizione risale al 1960.
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