Mistuchina (Mistuchine, mistocchine, mistuchen)
Territorio interessato al la produzione: Bassa Romagna, in particolare Bagnacavallo.
Descrizione sintetica del prodotto: Farina di castagne, semi di anicini, acqua, sapa, scorze di arancia e limone, zucchero a velo.
Lavorazione: Si impasta la farina di castagne con acqua e il rimanente degli ingredienti in una impastatrice e si cuoce in forno o piastra. Si conserva in frigo perché non indurisca.
Cenni storici: Nei primi anni del dopoguerra si vendevano nelle bacinelle assieme alla frutta secca e ad altre leccornie. Si ritiene che esistano da qualche centinaio di anni.
Riferimenti bibliografici: La ricetta è riportata sul Libro “Mangiari di Romagna” – G. Quondamatteo, L.Pasquini, M. Caminiti – IV edizione, Grafiche Galeati, Imola, 1975.
Note: qualcuno le ha definite antenate del castagnaccio. La ricetta è di una semplicità francescana: un impasto di farina di castagne, acqua e un po’ di sale. «Solo nelle famiglie un po’ meno povere ci si aggiungeva un filo d’olio, che le rendeva più morbide, e un po’ di zucchero », racconta Serena Guzzardi, arzdôura dell’agriturismo “La Sabbiona”, in quel di Oriolo dei Fichi, a pochi chilometri da Faenza. Nate sicuramente nelle zone di montagna ricche di castagne, le mistuchine si sono diffuse soprattutto nelle aree di pianura della provincia di Ravenna. Erano dolci preparati e venduti per strada da venditori ambulanti.
Fonte: http://www.ermesagricoltura.it/wcm/ermesagricoltura/rivista/2004/dicembre/ra0412080s.pdf
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