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Veneto - Frutta e Conserve - Frutta secca
Marrone di San Zeno

Zona di produzione: La zona di produzione e trasformazione del Marrone di San Zeno è situata fra m 250 e m 900 slm., appartenente al territorio del Monte Baldo, che è compreso tra il Lago di Garda e la valle del Fiume Adige. Comprende parti dei seguenti comuni: Brentino-Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano, Ferrara di Monte Baldo e San Zeno di Montagna, tutti compresi nella zona omogenea della Comunità Montana del Monte Baldo

Tipologia: Frutta secca della varietà locale Marrone appartenente ad una serie di ecotipi della specie Castanea Sativa Mill

Descrizione: I marroni di San Zeno hanno pezzatura variabile, sono di forma elissoidale con apice poco rilevato, facce laterali in prevalenza convesse anche se caratterizzate da un diverso grado di convessità; la base o cicatrice ilare ha una forma tendente al rettangolo e presenta un colore più chiaro della buccia o pericarpo. Quest'ultimo è sottile, lucido, di colore marrone chiaro con striature più scure, evidenziate in senso mediano. Il seme è di colore tendente al giallo paglierino ed è lievemente corrugato.

Usi: Arrostiti nei padelloni bucati (le appetitose caldarroste), lessati nell'acqua o impiegati per le preparazione di gustosissimi dolci come il castagnaccio, i marroni sono l'emblema dell'autunno, i frutti che meglio racchiudono l'essenza dei sapori e dei colori di questa stagione. Nelle zone di montagna hanno rappresentato per secoli uno dei principali alimenti: con la farina si preparavano infatti anche il pane, la pasta e la polenta. Il marrone, ricco di amido, di calorie (un etto di prodotto fresco corrisponde a 200 calorie, secco arriva a 300), di proteine, sali minerali e vitamine, è infatti estremamente nutriente ed energetico, sano e facilmente digeribile. Sia la diregibilità che l'apporto calorico variano a seconda dello stato e del tipo di cottura. A "crudo" la digeribilità è piuttosto scarsa mentre l'apporto calorico si assesta intorno alle 150 calorie per etto. La bollitura ne aumenta la digeribilità e riduce l'apporto calorico a circa 120 calorie per etto, mentre l'arrostitura lo riporta intorno alle 200 calorie.

Sagre: I primi riferimenti storici sulla coltivazione del castagno risalgono, infatti, al Medioevo mentre, a partire dagli anni '20, prese il via nel Comune di San Zeno di Montagna la tradizionale sagra del marrone, tramandata fino ai giorni nostri con il nome di 'Mostra Mercato del Marrone'

Riferimenti normativi: Prodotto IGP, Regolamento (CE) n. 1979/2003 della Commissione, dell'11 novembre 2003 pubblicato sulla GUCE n. L 294 del 12/11/2003

Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto - Regione Veneto e Veneto Agricoltura

 

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