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Veneto - Ortaggi e Conserve - Vegetali freschi
Radicchio rosso di Chioggia

Territorio interessato alla produzione: Chioggia, Cona, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore e Cavarzere in provincia di Venezia; Codevigo, Piove di Sacco, Correzzola, Brugine, Bovolenta, Pontelongo e Arzergrande in provincia di Padova; Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro, Loreo, Porto Tolle e Adria in provincia di Rovigo.

La storia: Il radicchio rosso è una cicoria (Cichorium intybus) di origine probabilmente orientale, introdotta dai veneziani nel entroterra veneto nel XV secolo. E’ assodato che nell’economia gastronomica del basso veneto, le “radichelle” selvatiche, le “radicine” e i radicchi coltivati nell’orto costituivano alimento fondamentale. Di ciò esistono alcune testimonianze documentali, come quella di V. Tanara, che nel volume “L’economia del cittadino in villa” (1761) osserva che all’inizio dell’anno, non appena il tempo si fa più clemente “vediamo le villanelle raccorre, con loro utile, quantità di cicoria, quale tenera per le passate nevi, mortificata da ghiacci, con un dito di radichetta, e però radichi le chiamano, portano a vendere per gratissima insalata”. Nel corso del XIX secolo negli orti di Adria e dei comuni prossimi al mare si inizia la coltura del radicchio rosso detto “ciosoto”. Da allora il radicchio tradizionale subisce una vertiginosa caduta di immagine, mentre quello rosso, il “chioggiotto”, assurge alla dignità di status symbol. Secondo la tradizione il radicchio aveva il potere di indurre fortuna, amore e soddisfacimento del desiderio e non a caso una canzone popolare recita: “Cossa’ala magnà la sposa la prima sira? I radici co l’aseo da magnare a scotadeo” (Archivio del Centro Etnografico Adriese). A partire dal 1930 gli orticoltori di Chioggia, dal seme di “radicchio variegato di Castelfranco”, attraverso una intensa opera di selezione massale, portarono alla costituzione del “Radicchio Variegato di Chioggia” dal quale in tempi successivi si è differenziato, intorno al 1950, il “Radicchio Rosso di Chioggia” (prof. F. Pimpini). Nella seconda metà degli anni settanta, con l’introduzione della tecnica della forzatura, associata a una mirata selezione, è stato costituito un nuovo ecotipo disponibile al consumo già nei mesi di aprile e maggio: il ”Rosso Chioggia precoce”.

Descrizione del prodotto: É caratterizzato da forma rotondeggiante e molto compatta, leggermente schiacciato all’apice, foglie di color rosso vivo. Ha sapore fresco dolce o leggermente amarognolo ed è di consistenza croccante. Le varietà giovani si distinguono per le foglie di color più verdognolo o leggermente screziato. L’aspetto del cespo si presenta di pezzatura medio-grande che varia da 200 a 450 g, ben chiuso, corredato da una modesta porzione di radice. Esistono due categorie merceologiche: Categoria “Extra” e Categoria “I”. Inoltre c’è la categoria “Radicchio Rosso di Chioggia Precoce” che ha caratteristiche leggermente differenti dalle altre per le pezzatura inferiore, da 180 a 400g, e per il sapore più amaro.

Processo di produzione: Il Radicchio rosso di Chioggia viene coltivato nella zona geografica compresa fra Chioggia e Rosolina e nell’area dell’immediato entroterra. Le operazioni di semina devono esser effettuate fra il primo marzo ed il 10 agosto, con semina diretta o trapianto in pieno campo. La raccolta dei grumoli inizia il primo giugno e si conclude il 31 marzo. Le operazioni di trapianto per la tipologia precoce devono esser effettuate fra il 1 gennaio ed il 30 marzo. La raccolta dei grumoli in questo caso inizia il primo di aprile e termina il 31 maggio. L’intervento di raccolta si pratica recidendo la radice, almeno 2-3 cm sotto l’inserzione delle foglie basali del grumolo (in pratica 2-3 cm sotto la superficie del terreno), quando le foglie centrali hanno assunto una colorazione rossa e hanno formato un grumolo molto compatto.

Reperibilità: Il radicchio rosso di Chioggia è facilmente reperibile presso tutti i mercati del Veneto centro orientale durante i mesi di produzione.

Usi: Il Rosso di Chioggia si consuma soprattutto crudo, da solo o in insalate miste, ma può anche venire cotto alla griglia o, dato il suo sapore gradevolmente amarognolo, si presta per la preparazione di vari piatti o in abbinamento con altri alimenti.

Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto - Regione Veneto e Veneto Agricoltura

 

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