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Segnalato da:
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MARRONE DEL MONTEFELTRO
Materia prima: Albero longevo di elevato e maestoso portamento, alto mediamente dai 10 ai 20 metri. Presenta radice fittonante molto robusta ma di limitato sviluppo in profondità, si ancora al suolo con le sue radici laterali, poco numerose ma assai ramificate. Il frutto è un achenio incluso in un riccio molto spinescente. Nel Montefeltro, in particolare nell'Alta Valmarecchia si producono marroni da una varietà locale detta "Gentile" e che può essere indicata come "Marrone del Montefeltro". Per descrivere questa varietà sono state identificate le caratteristiche di due suoi cloni (Botticella e Monte San Benedetto) dalle quali si sono desunti i seguenti elementi: Pianta di media grandezza e vigore, portamento dei rami espansi e chioma a globo. Tronco dal colore grigiastro con numerose lenticelle, grandi, rilevate, biancastre o grigiastre. Ilo grande, di colore nocciola chiaro, con contorno regolare, forma rettangolare-allungata. Caratteri del riccio: grande, con tre frutti. Pezzatura medio-grande. Forma ovale-ellittica. Pericarpo marrone con striature scure rilevate. Pelosità diffusa in prossimità della torcia e della cicatrice ilare.
Tecnologia di lavorazione: Cure colturali dei castagneti: ripulitura, innesti, potature.
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: Frutto adatto al consumo fresco e per l'industria dolciaria
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: Conservazione in ricciaia fino ad inverno inoltrato, solo per piccole quantità; altri metodi (frigo, ecc.) per grosse quantità.
Stagionatura:
Caratteristiche del prodotto finito:
Area di produzione: Comunità Montane dell'Alta Valmarecchia, del Montefeltro, del Catria e del Nerone, dell'Alto e Medio Metauro.
Calendario di produzione:
Note: Riferimenti bibliografici: AA.W. "La castanicoltura da frutto nel Montefeltro: individuazione di presunti cloni.". Informatore Agrario n. 47/85 La presenza di castagneti ultra secolari, tuttora in attività, attestano la coltivazione di questo prodotto fin da epoca remota: si fa risalire l'introduzione della coltura all'attività di alcuni ordini monastici in epoca medioevale.
fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002
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