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Ferlengo o finferlo di Tarquinia
Aree di rinvenimento del Prodotto: Monte Romano (VT), Tarquinia (VT), Tarquinia (VT)
Aree di rinvenimento produttori censiti: Tarquinia (VT)
Tipologia produzione: A rischio
Periodo di produzione: Periodo di sviluppo : inizio primavera; raccolta: settembre
Mercato di riferimento: Autoconsumo
Descrizione del prodotto: Fungo appartenente alla famiglia delle Pleurotacee, genere Pleurotus. Prodotto spontaneo che si sviluppa parassitando la radice della pianta di ferula. Presenta: colore biancastro, marrone chiaro; testa carnosa a forma di ventaglio o di conchiglia; gambo eccentrico non molto lungo; lamelle decorrenti sul gambo, mediamente fitte. Sapore spiccato tendente al dolciastro.
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Cestini di vimini per la raccolta
Storia tradizionale del Prodotto: Le prime notizie relative al ferlengo si traggono da un frammento tratto dal "Canto del Pellegrino buongustaio", scritto da un cittadino anonimo di Tarquinia, nel XV secolo. Si fa riferimento all'esistenza di una sagra del ferlengo a Tarquinia già a quell'epoca. Il Canto viene messo all'indice dal Santo ufficio poiché, si diceva, inducesse a peccati di gola i pellegrini. Una copia viene bruciata sulla piazza del Belvadere di Tarquinia. Dopo secoli, il testo è stato trovato in un archivio privato. Da alcuni anni è stata istituita la Sagra del Ferlengo nel mese di settembre. Nella tradizione gastronomica locale, il ferlengo viene cucinato alla brace e condito con olio extravergine di oliva, sale, pepe, aglio e finocchio selvatico.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
Fonte: Regione Lazio - arsial.it. I prodotti tipici e tradizionali del Lazio - Progetto Agricoltura Qualità.
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