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Latium - Ortaggi e Conserve - Vegetali freschi
Finocchio della meremma viterbese

Aree di rinvenimento del Prodotto: Montalto di Castro (VT), Tarquinia (VT)

Aree di rinvenimento produttori censiti: Tarquinia (VT)

Tipologia produzione: A rischio

Periodo di produzione: La semina può essefe effettuata: in pieno campo da mese di agosto fino alla fine di settembre, oppure in semenzaio nel mese di agosto con successivo trapianto nel periodo che va dalla prima decade di agosto alla metà di ottobre. La raccolta inizia a novembre fino alla metà di maggio.

Mercato di riferimento: Da locale a regionale

Descrizione del prodotto: Il finocchio della maremma viterbese presenta: pianta di forma compatta e taglia media, con apparato radicale fittonante, a produzione medio-tardiva, con una buona resistenza al freddo e alla pre-fioritura; il fusto è cilindrico; le foglie sono lungamente picciolate, tri o tetra pennatosette, con larga guaina basale ispessita ed avvolgente di colore bianco a formare il "grumolo". Il grumolo, taglia media, presenta colore bianco e foglie raccolte.

Elementi di tradizionalita' del processo produttivo: Le cultivar che concorrono alla produzione del Finocchio della maremma viterbese sono quelle riconducibili alla tipologia "finocchio Romanesco". Il seme di questo finocchio viene selezionano dalle piante migliori, da parte degli agricoltori locali.

Materiali utilizzati nella tradizione locale: Attrezzature agricole ed impienti per la lavorazione post-raccolta.

Locali utilizzati nella tradizione locale: Ambienti di lavorazione, confezionamento e stoccaggio del finocchio.

Storia tradizionale del Prodotto: Molti sono i riferimenti storici che attestano la tradizionalità del finoccho della maremma virebese. Già a partire dal 1379 nello Statuto degli Ortolani, si fa riferimento alle contrade ortive coltivate fuori mura, fornendo informazioni sia sulle specie orticoleprodotte, fra cui il finocchio, che sulla loro vendita. In un contratto di vendita di un orto, del 1 aprile 1850, da parte del conte Luciano Bruschi Fulgari si fa riferimento a ciirca 700 piante di finocchio. L'Istituto nazionale per il commercio estero, nel 1939, pubblicò "Produzione e commercio dei prodotti agricoli italiani" rilevando nel Lazio una produzione di finocchio quantificata da un minimo di 150 ad un massimo di 400 q.li ad ettaro. Inoltre nel 1949 ci fu la creazione del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca in contemporanea con la bonifica degli anni 1950, che determinò la diffusione della coltivazione del finocchio su gran parte del territorio tarquinese.

Ottenuto anche con metodo Biologico: NO

Fonte: Regione Lazio - arsial.it. I prodotti tipici e tradizionali del Lazio - Progetto Agricoltura Qualità.

 

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