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Pignolata di Messina
Territorio interessato alla produzione: Messina e zone limitrofe
Descrizione sintetica del prodotto: Differisce dalla pignoccata per due sostanziali motivi . Primo perchè i dadetti non vengono fritti, ma messi in teglia unta, passati al forno e ritirati appena prendono una leggera doratura. Secondo perchè verranno immersi, uno ad uno, in una glassa di zucchero e limone (e non caramello) e quindi sistemati a pigna
Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Ingredienti: a) per la pasta: farina, tuorli d'uovo e alcool puro, strutto per friggere; b) per la glassa alla cioccolata: zucchero, cacao e gianduia; c) per la glassa bianca : zucchero, chiare d'uovo, limoni. Preparazione: sbattere energicamente dentro un grosso recipiente l' alcool con i tuorli d'uovo, e aggiungere la farina. Lavorare l' impasto finchè si staccherà dalle pareti del recipiente. Con un cucchiaio versare il composto nella padella con lo strutto caldo. Man mano che la "pignolata" sale a galla, scolarla e depositarla su carta paglia. Preparare a parte le due glasse, quella bianca e quella scura. Mescolare metà del composto con quella bianca e la rimanente metà con quella scura. Sistemare le due metà in un unico vassoio e lasciare essiccare all' aria per qualche ora
Materiali e attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione e il condizionamento: Nessuna attrezzatura specifica
Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: Laboratori di pasticceria e ambienti domestici
Elementi che comprovino che le metodologie siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni: Rif. Bibl. "Catania giorno e notte" autore Raffaele Poidomani
Fonte: Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 6/02/1999 - Parte I n.6
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