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"ciascuna o mucatuli"
Territorio interessato alla produzione: Comuni: area iblea
Descrizione sintetica del prodotto: Dolce ripieno con fichi secchi, frutta secca, cannella, scorza d'arancio e miele, confezionato a forma di fiocco.
Descrizione delle metodiche di lavorazione e stagionatura: Lavorazione della semola di grano duro con zucchero e sugna per la formazione della sfoglia sottile da cui si ritagliano dei quadrati di circa 10 cm. Preparazione del ripieno con fichi secchi, mandorle, e noci tritati, buccia d'arancia e cannella impastate con il miele. Formate delle spolette si pongono al centro dei quadrati di sfoglia, si copre con la pasta, si da la forma e si pinzettano con le dita per chiudere le estremità. Dopo si mettono nel forno.
Materiali ed attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione e condizionamento: Impastatrice, raffinatrice, sfogliatrice, spianatoio in marmo, forno.
Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: Laboratorio di pasticceria attrezzato secondo le normative vigenti in materia igienico-sanitaria
Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni: L'attuale titolare della pasticceria Corsino (quinta generazione della famiglia che nel 1889 iniziò l'attività di dolceria) continua a proporre questo dolce che la nonna aveva personalizzato confezionandolo a forma di fiocco. Lo stesso dolce si ritrova infatti più comunemente a forma di tubo: cosi a Palazzolo Acreide col nome appunto di ciascuna (che pare derivi da ciascu, cioè fiasco, recipiente) e nel vicino paese di Buscemi dove invece è chiamato saschitedda o sciaschitedda e a Modica dove si chiama mucatuli, invece a Palermo nucatuli.
Fonte: Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 6/02/1999 - Parte I n.6
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