|
|
 |
|
|
MIRTO DI SARDEGNA TRADIZIONALE
Denominazione del prodotto: Mirto di Sardegna Tradizionale
Categoria: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Nome geografico abbinato: Di Sardegna
Territorio interessato alla produzione: Tutto il territorio regionale
Costanza metodo di produzione oltre 25 anni: Accertato
Richiesta deroghe normativa igienico-sanitaria: Nessuna
Sinonimi: Il Mirto ha diverse denominazioni dialettali, Mulsta (Ittireddu), Multa (Berchidda, Ittiri, Oschiri, Padria, Pattada, Sassari, Tempio, Alghero), Murta (Bitti, Bolotana, Fluminimaggiore, Oliena, Orani, Orgosolo, Quartu), Murtiu (Carloforte), Murtizzu (Bono) e Muta (Burcei e Villacidro).
Descrizione sintetica del prodotto: Il Mirto di Sardegna è un liquore dal colore rosso ottenuto dall’infusione idroalcolica di bacche di mirto, di cui Conserva il caratteristico profumo, con l’aggiunta esclusivamente di dolcificanti come zucchero o miele. E’ dotato di particolari proprietà digestive e viene consumato preferibilmente freddo. Il grado alcolico è compreso fra 28% e 36% vol.
Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:
Il sistema di lavorazione comprende le seguenti fasi : - La raccolta delle bacche di mirto deve essere effettuata direttamente dalla pianta dopo il raggiungimento dell’invaiatura; queste devono provenire dalla flora spontanea o da coltivazioni che siano il più possibile vicine alle condizioni di spontaneità, effettuate senza l’ausilio di fertilizzanti e di fitofarmaci.
- Le bacche da sottoporre a lavorazione non devono contenere foglie in quantità superiore allo 0,1% in peso; le bacche possono essere lavate con acqua per consentire l’allontanamento delle impurità grossolane (polveri e terriccio, etc).
- L’infusione delle bacche in soluzione idroalcolica al minimo di 40° per un periodo non inferiore a 15 giorni in infusori in acciaio inox utilizzando esclusivamente alcol classificato secondo la normativa vigente; è vietata l’addizione di conservanti, aromatizzanti, coloranti o di qualsiasi altro prodotto, nonché l’utilizzo di altri distillati.
- La spillatura dell’infuso fiore, pressatura delle bacche e filtrazione.
- La riunione del fiore e del pressato costituisce la base per la produzione del liquore; il risultato viene conservato per un periodo non superiore a 24 mesi, calcolati a partire dal 31 dicembre della campagna di raccolta relativa.
- La dolcificazione con zucchero o con miscela zucchero - miele; quest’ultimo con una percentuale non superiore al 15% in peso della miscela dolcificante.
- I processi tecnologici volti alla diluizione, filtrazione, illimpidimento e stabilizzazione con coadiuvanti autorizzati dalle vigenti normative comunitarie o nazionali.
Materiali e attrezzature per la preparazione e il condizionamento: Per esigenze di lavorazione è consentita la frigo conservazione delle bacche a temperatura non inferiore a - 18°C, per un periodo non superiore a 15 mesi. Il trasporto dal luogo di raccolta al liquorificio e la conservazione devono essere effettuati in contenitori che permettano una efficace aerazione e preservino l’integrità delle bacche. L’infusione delle bacche avviene in infusori in acciaio inox così come la riunione del fiore e del pressato avviene in contenitori in acciaio inox. Il liquore finito viene immesso al commercio in bottiglie di vetro.
Locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: Si rileva il rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie.
Metodiche omogenee e regole tradizionali da oltre 25 anni: Il liquore di Mirto ha origini molto antiche, infatti viene prodotto in Sardegna da più generazioni; non esistono però in proposito fonti scritte ma solo tradizioni orali dato che la bevanda veniva prodotta ad esclusivo uso familiare. La ricetta è stata tramandata dai genitori ai figli per cui anche in una ricerca storica la tradizione orale non può essere trascurata in assenza di fonti scritte. Solo a partire dalla metà degli anni settanta si hanno notizie di una produzione del liquore di Mirto a livello commerciale.
Richiesta di deroghe alla normativa comunitaria: Conformità alle norme sull’igiene dei prodotti alimentari (Direttiva 93/43 CEE e D.Lgs. n. 155/97).
Regione autonoma della Sardegna - Ersat - Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica
|
 |
|
|
|
|
|
 |
|